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NEXUS VI - Apocalypse
review by darkroom-magazine.it (in italian language)


Il trio russo, nato nel 2001 per mano del leader Neuromancer, giunge all'importante traguardo del terzo album approdando alla corte dell'ungherese Advoxya. Dopo un debut autoprodotto ("Decaying Society", 2006) ancora troppo confuso e privo di una visione d'insieme, nel 2008 i Nostri hanno cominciato ad inquadrare meglio le cose col seguente "Electrolust", concentrando i propri sforzi in un contesto dark-electro più vicino alla forma-canzone. "Apocalypse" è la logica conseguenza di tale processo di maturazione: le canzoni assumono maggiore consistenza e spessore, ed è ovviamente l'intero sound a beneficiarne. Intendiamoci: di lavoro ce n'è ancora parecchio da fare, sia a livello di produzione che di songwriting, ma i segnali di crescita ci sono. Sicuramente la band necessita di un suono più incisivo e definito, specie per quanto attiene alla chitarra di Nike, mentre per quanto riguarda la scrittura sono gli episodi più strutturati e meno club-friendly i più riusciti, laddove a tracce pensate per il dancefloor come "Agony", "Dr. Evil", "Made Of Fear", "Face To Face" e via dicendo manca il piglio giusto, soprattutto in termini di dinamismo. Brani come la strisciante e tesa "Biomechanical", la notturna "Resurrection", la scattante "Forgotten Hero" o la ritmata "City Of Winds" evidenziano invece buoni segnali in virtù di strutture sempre interessanti, ed è decisamente questo il solco da seguire per Neuromancer e soci, che hanno al proprio arco più frecce dei troppi colleghi che puntano solo al dancefloor. La voce ferale e malvagia del leader s'intreccia bene con quella femminile di Cyanic, che si concede anche dei buoni vocalizzi lirici sulla velenosa e club-oriented "Aesthetic Of Happiness", mentre in "Cold Dream" si cimenta bene in lingua madre, dimostrando di meritare spazio in un progetto in ascesa. Per una volta tanto i remix di contorno funzionano tutti bene: Purple Fog Side dona il dinamismo mancante ad "Agony", Mulphia rende "Biomechanical" un'autentica dancefloor-smasher e Virgin Fix stravolge alla grande "Made Of Fear", corredandola di un bell'incipit raffinato con tanto di percussioni etniche, prima della dura esplosione sonica. Come già detto, di lavoro da fare ne rimane per raggiungere l'eccellenza, ma il trio russo è sulla strada giusta, come dimostrano tante buone intuizioni sparse per questa terza prova sulla lunga distanza: se Neuromancer e soci si prenderanno il tempo necessario per preparare con cura le prossime mosse, vedremo presto Nexus VI compiere ulteriori importanti passi in avanti verso la piena maturità.

Roberto Alessandro Filippozzi









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