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A7IE 'Narcissick' review
on DARKROOM Magazine (italian)


Cover A7IE

(Advoxya)

Time: (62:43)

Rating : s.v.

Ad un anno dal secondo lavoro sulla lunga distanza "The Shattering" il duo francese torna con questo remix-album dalla confezione spartana, composto da una sequela di remix dei brani del succitato full-length ed un paio d'inediti (era inoltre prevista una in vero mediocre cover della tristemente celebre "Bad Romance" di Lady GaGa, ma - fortunatamente? - è rimasta confinata al web...). "The Shattering" ha strappato una timida sufficienza più che altro alla luce della tendenza (al ribasso) della scena harsh-EBM attuale, poiché privo di spunti realmente sopra le righe, e se "Narcissick" nasce al fine di colmare il vuoto che separa dalla prova del terzo e fatidico album, allora speriamo che i Nostri non vogliano già ripresentarsi nel giro di un anno, perché l'inedito "The Blaze", pur mostrando piccoli barlumi di crescita a livello vocale e di costruzione, continua a non dire nulla di nuovo. L'altro brano inedito è l'opener "Lullaby Of Pain", qui proposta solamente nel 'clubmix' e pertanto pompata come da copione, a far buona compagnia alla sfilza di remixer, per lo più compagni d'etichetta dei Nostri ed interessati esclusivamente, chi in un modo e chi nell'altro, a fare breccia nei dancefloor. Fra i nomi coinvolti troviamo vecchie conoscenze come Kaos-Frequenz, Stahlnebel & Black Selket, Centhron, Nexus VI e Dolls Of Pain, mentre gli altri sono esponenti pressoché sconosciuti della scena, e come detto il loro lavoro di rielaborazione va in un'unica, ossessiva direzione. Possiamo ben comprendere il fatto che l'etichetta voglia coinvolgere i nomi del proprio roster per i remix, ma pubblicazioni come questa, per interessare qualcuno che non sia un fan sfegatato di A7ie, dovrebbero puntare anzitutto su remixer provenienti da stili differenti di elettronica, onde diversificare il risultato finale anziché fornire solo 'carne da macello' per i DJ meno accorti (nel senso che c'è ben di meglio in giro da far detonare sul dancefloor), e poi si dovrebbe reclutare qualche act più blasonato, al fine di guadagnare in qualità e visibilità. Niente di tutto ciò: tutto allineato ai livelli delle seconde - e talvolta terze - linee del settore (dalle quali gli stessi A7ie difficilmente sapranno affrancarsi, salvo miracoli), senza che nessuno dei remixer si prenda la briga di andare oltre lo svolgimento del fatidico compitino. Uso e consumo destinato esclusivamente ai fans più convinti del progetto francese.

Roberto Alessandro Filippozzi

 

http://a7ie.com/

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