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Alien Produkt - Honour vs. Falsehood - The First Step
review from italian portal Dark Room magazine - in italian





ALIEN PRODUKT "Honour vs. Falsehood - The First Step"
(Advoxya/Masterpiece)
Time: (71:15) - Rating : 6

Il passaggio del trio argentino Alien Produkt alla corte dell'ungherese Advoxya avviene con questo corposissimo EP, contenente due inediti e ben 12 remix di brani tratti dai due lavori rilasciati dalla band nel 2005 e nel 2007 attraverso l'americana BLC. Come già avevamo sottolineato in sede di recensione del precedente "Ignorance", le capacità messe in campo da Ricardo Alien, Loregore ed UTB sono estremamente limitate, ed a ribadirlo ci sono i due inediti: sia la title-track che "Slaves To The System" (proposta nella 'dima version') ripropongono tutte le lacune del suono di Alien Produkt, ovvero un'EBM di vaga derivazione harsh (più per la pessima voce di UTB che non per altro) opportunamente fornita di melodia, mai particolarmente dura e per nulla incisiva, svilita ulteriormente da backing vocals femminili totalmente prive di spessore. Ritroviamo dunque il progetto al medesimo livello di mediocrità delle precedenti prove, ma paradossalmente l'ampia sezione-remix eleverà questa nuova uscita al rango di migliore release in assoluto targata Alien Produkt, nonostante il merito del combo in tutto ciò sia praticamente zero: il parco di remixer, che comprende fra gli altri nomi già noti come Obszön Geschöpf, Mechanical Moth, Retractor ed Y-Luk-O, permette infatti all'ascoltatore di capire ancor meglio cosa manchi effettivamente alla band argentina, a partire dalla solidità che molti dei manipolatori coinvolti infondono alle canzoni. Intendiamoci: i brani originali non offrono praticamente spunti per cavarne fuori qualcosa di buono in sede di remix, ma molti dei remixer convocati sono riusciti a rendere più corposo e dinamico il suono, trasformando song inerti in qualcosa di per lo meno passabile, specie in chiave dancefloor (vedi le riletture di Drained Scorn, Sintetik e soprattutto G-Pro), o comunque più solido, come detto poc'anzi. Niente per cui valga la pena strapparsi i capelli, anzi (gli EP da prendere in considerazione sono ben altri), ma le prove dei vari Mechanical Moth (melodica e curiosa la loro versione di "Slander"), hEADaCHE (con una macchinosa "Oscilacion Parasita"), Y-Luk-O (acidi e curiosi come da copione nel rileggere "Dark Visions") e soprattutto Kode In Mind (ottimo e intenso il suo lavoro per "Oscilacion Parasita") aggiungono quel sale che manca totalmente alla musica degli Alien Produkt, elevandone gli scialbi contenuti sino alla sufficienza. Un EP che suona più come una lezione da apprendere in fretta per il combo argentino (che, lo ripetiamo, non ha alcun reale merito nella sua pur tiepida riuscita) che non come un'uscita da consigliarsi a chicchessia.

Roberto Alessandro Filippozzi









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